ADERISCI AL PRESIDIO: Compila l'adesione a nome del tuo comitato, della tua scuola, della tua associazione, della tua parrocchia, della tua cooperativa, del tuo gruppo. Le adesioni verranno pubblicate prima di domenica.
PRANZO SOCIALE: Prenota il pranzo sociale per condividere insieme questo momento di socialità e aggregazione.
DA QUI A DOMENICA: Condividete questo appello. Parlatene a scuola, in parrocchia, al lavoro, nelle chat di classe. Portatelo nei vostri consigli, nelle vostre assemblee, nelle vostre riunioni. Domenica non dev'essere un punto di arrivo: deve essere il giorno in cui cominciamo a costruire un patto di convivenza per questa città.
PROPOSTE ARTISTICHE: Se avete una proposta ricreativa o culturale, un'attività, un intervento artistico da portare domenica, potete contattarci direttamente all’indirizzo info@centrofontisanlorenzo.it entro e non oltre giovedi 15 ottobre.
Perché un presidio?
La violenza della minaccia e l’oltraggio della distruzione rivolte contro uno spazio educativo e contro le persone che lo animano è un colpo contro una comunità. Oggi ancora di più, perché viene fatta contro un avamposto sociale, un luogo di frontiera dove ogni giorno si pratica la convivenza, l’accoglienza indiscriminata di grandi e piccoli, la crescita tra generazioni, la cultura e l’educazione al confronto.
Ma la solidarietà e la vicinanza espresse da migliaia di persone, realtà sociali, politiche e sindacali, hanno superato ogni limite e mandato un messaggio molto più grande e potente di ripudio della violenza. Per questo, domenica 18 ottobre vogliamo che sia una giornata esemplare di convivenza, festa, entusiasmo, vicinanza, emozioni vive e socialità.
Invitiamo famiglie, bambini e bambine, comitati di quartiere, ragazzi e ragazze, associazioni, società sportive, attività commerciali, parrocchie, gruppi politici e sindacali, a partecipare al presidio pubblico per dare corpo a quel messaggio che va ben oltre il Centro Fonti San Lorenzo e riguarda tutti e tutte noi:
- difendiamo Fonti e tutti i presìdi educativi e i luoghi che lavorano sulla frontiera, che devono essere sostenuti per la loro attività di prevenzione, dialogo, accoglienza;
- operatrici e frequentatori devono essere protetti e tutelati in ogni forma possibile;
- bambine e ragazzi hanno diritto a vivere liberamente la città, i suoi spazi, le sue aree di gioco e non solo;
- è importante un confronto e collaborazione con chi è in prima linea per non sentirsi soli;
- gli spazi delle nostre città diventano più sicuri se sono vissuti e abitati dalle persone, da giovani e famiglie: viviamoli insieme.
Non fermiamoci: ripartiamo più forti insieme.


