Patto Educativo di Comunità: felici, entriamo nel futuro

E' notizia di alcune settimane l'adesione ufficiale da parte dell'Istituto Comprensivo Beniamino Gigli al Patto Educativo della Comunità di Fonti San Lorenzo, elaborato negli ultimi 12 mesi in forma partecipata e già sottoscritto dal Centro Culturale Fonti San Lorenzo. Un passaggio fondamentale, che permette di dare continuità ai progetti già messi in campo e soprattutto definisce un accordo-quadro che ripensi in forma integrata la proposta educativa del territorio. Si aspetta ora l'adesione anche del Comune di Recanati.

Cosa è il “Patto Educativo della Comunità di Fonti San Lorenzo”?

E' un accordo – quadro tra istituzioni educative, associazioni, cittadinə, volontari, commercianti che decidono di agire insieme per generare legami comunitari e così rispondere ai bisogni e alle emergenze educative del nostro tempo: la solitudine, i nuovi impoverimenti, la mancanza di stimoli. Ma anche un'opportunità per portare la scuola nella città e la città dentro la scuola, connettere i luoghi dell'apprendimento più formali con quelli informali come i parchi, la strada, gli spazi recuperati. Nei prossimi giorni il PEC sarà reso pubblico e nelle prossime settimane saranno condivisi i passaggi per l'adesione anche də singoli docenti.

Cosa si sta già facendo?

Da ormai un anno e mezzo il “quartiere educante” di Fonti San Lorenzo ha visto intrecciarsi progetti comuni, che hanno coinvolto le scuole materne, la scuola media Patrizi, il Centro Culturale Fonti San Lorenzo, i parchi recuperati nel quartiere: lezioni nel verde; attività di cura dei beni comuni e installazione di fiori da parte dei bambini e delle bambine della materna A. Moro; viaggi e gite di scoperta nei vari parchi; e poi lezioni di lingua o sull'Europa che si sono unite all'insieme di attività al Sotterfugio, al doposcuola e ai laboratori di murales, falegnameria, fotografia.

Sconfinamenti.

Riprendendo la bellissima immagine prodotta dal testo La scuola sconfinata edito da Feltrinelli e liberamente scaricabile sul suo sito, possiamo dire che la scorsa settimana abbiamo iniziato lo sconfinamento: volontari ed educatrici del Centro Culturale hanno portato una proposta multiculturale per alfabetizzare alle lingue e alla diversità, costruita insieme al team di maestre dell'infanzia che fanno parte dei tre plessi (A. Moro, Villa Teresa, Mariele Ventre) dell'Istituto Comprensivo. Parallelamente, da gennaio le maestre della scuola sconfineranno nel Centro Culturale Fonti San Lorenzo, arricchendo la proposta della ludoteca per bambinə con le idee e i laboratori scolastici, mettendosi in gioco con età più ampie dentro un contesto destrutturato.

Prossimi passi.

Nelle settimane a venire il Patto Educativo di Comunità sarà condiviso con i genitori e i docenti che vivono gli spazi del quartiere, ma anche con esercizi commerciali che vogliano diventare “Officine del Sapere”.

L'intenzione è di produrre una rete integrata di soggetti che concretamente, ogni giorno, siano in grado di moltiplicare le occasioni di apprendimento, inventare alleanze, favorire la cura comunitaria e l'attenzione reciproca.

I docenti sottoscrivendo il PEC si apriranno alla possibilità di collaborare, di portare iniziative fuori dalla scuola e di sostenere una didattica integrata, riconoscendo il valore ampio di una formazione che si sviluppi nel territorio del quartiere, che ponga al centro la relazione e la socialità; i genitori andranno a sostenere una forma di genitorialità allargata, che valorizzi l'autonomia di bambinə e ragazzə.

Il valore del PEC.

In Italia si son creati diversi Patti Educativi di Comunità, e il presente si situa in continuità con gli stessi, con un elemento particolare: il coinvolgimento dei singoli. Genitori, docenti, volontari, attivisti: queste sono le figure che concretamente danno vita alle iniziative educative vere e proprie, al presidio del territorio e alla sua messa in sicurezza, all'iniziativa culturale e sociale. Il “quartiere educante” ha ora nel Patto Educativo di Comunità un investimento esplicito, istituzionale, collettivo e individuale, nella trasformazione permanente, nell'ottica di un'evoluzione sempre migliore che favorisca il protagonismo e con esso la creazione di una società più densa di connessioni, relazioni, occasioni di apprendimento.

Il futuro ha subito un'accelerazione. Non abbiamo paura di corrergli incontro.