Ma perché gli alberi sono così importanti?

Una citazione molto comune cha rimbalza spesso nel turbinio dei social è di Confucio e recita così:

“Il momento migliore per piantare un albero è vent'anni fa. Il secondo momento migliore è adesso”.

Pur avendo tante interpretazioni di significato non possiamo che condividerne il senso.

Ma perché gli alberi sono così importanti? Per tanti motivi. Svolgono una funzione climatica riducendo la CO2, immagazzinando il carbonio e gran parte degli inquinanti che immettiamo nell'atmosfera con le nostre azioni ed attività. Sappiamo molto degli effetti sulla salute umana delle polveri sottili perché gli sforzi delle amministrazioni a tutela della salute pubblica si rivolgono essenzialmente contro di esse ma in realtà sono molte di più le sostanze nocive che “galleggiano” ad un soffio dal nostro naso. Come i metalli pesanti, ad esempio, o l'ozono ed il biossido di azoto. Tutte quelle sostanze, ossia, che se tolte dalla circolazione renderebbero la qualità dell'aria che respiriamo proprio come dovrebbe essere: migliore. Inoltre, aspetto tutt'altro che secondario, aumentano e proteggono la biodiversità, sempre più minacciata, ospitando tante diverse specie di animali (e i funghi? Non dimentichiamoci mai dei funghi!) che compongono – insieme - il variegato e spettacolare ecosistema urbano ( non ci riferiamo a tigri, serpenti velenosi o cinghiali selvatici ma “semplicemente” ad uccelli, insetti impollinatori...). Se la stessa Comunità Europea, all'interno del Green New Deal, ha messo in campo una decisa intenzione di salvaguardare la biodiversità con la “Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030” ci sarà pure un motivo.

Ma queste “funzioni” che gli alberi svolgono per noi a titolo gratuito, in silenzio, vengono date per scontate senza dar loro il giusto valore e l'attenzione che meritano. Diverso però quando approfittiamo della loro ombra nella calura estiva, protetti dai raggi del sole dalla folta chioma e, grazie alla traspirazione, ci deliziano dell'aria resa più fresca. Una vera e propria oasi di salvezza per i cittadini ostaggio del cemento.

Tutto questo cosa c'entra con Fonti? Abbastanza e tanto. Abbastanza (relativo, ovviamente) perché il progetto che abbiamo presentato all'amministrazione di Recanati di nuove piantumazioni in Via Bettini è di poche piante, quindi a livello macro-climatico non avrà un fortissimo impatto (per un po' di anni, almeno). Tanto per il valore ecologico, sociale e culturale, perché per noi che abbiamo fatto della comunità educante e dei luoghi vissuti una filosofia educativa, recuperare e rendere attivo uno spazio verde da mettere a disposizione dei cittadini significa tutto. E lo facciamo anche e soprattutto per i bambini perché per loro sarà un'aula naturale, ricca di stimoli positivi a livello psicologico e cognitivo. E per i grandi, sempre attenti alla sicurezza, un parco vissuto diventa un luogo sociale e di relazione, uno spazio da condividere creando così un controllo naturale rendendo sicuro il quartiere semplicemente vivendolo.


E' questo che pensiamo quando immaginiamo il parco di Via Bettini. Un luogo per e della comunità, uno spazio pulito, bello e vissuto in grado persino di migliorare la percezione stessa del quartiere. Uno spazio di vita, insomma.