Il quartiere educante è vera sicurezza, non le telecamere.

Apprendiamo dai giornali che il Comune di Recanati intende installare sistemi di controllo e videosorveglianza nei parchi e fuori dai luoghi educativi della città. Tra questi, anche il parco gestito dal Centro Culturale Fonti San Lorenzo.

Questa iniziativa unilaterale e non concertata, che riguarda (nel caso di Fonti San Lorenzo) anche un bene comune autogestito da più di 30 anni da volontari, bambini, famiglie, giovani, nonni, impone all'associazione di esprimere pubblicamente la propria idea di sicurezza e di socialità. Attenzione: un'idea che non nasce dal nulla, ma che rappresenta il risultato di decenni di pratiche e azioni sul territorio di Recanati, e anni di azione educativa condivisa. Un'idea forte e solida, non una superficiale posizione politica da vendere a mezzo stampa o buona per riempire le pance di chi la città, le sue strade, i suoi parchi, non li vive.

Pensiamo che la videosorveglianza rappresenti un modo inadeguato per rispondere alle esigenze del nostro territorio,

andando completamente in contrasto con una proposta educativa e sociale ai problemi della città. Spendere risorse per un modello vecchio e “militare” di controllo totale è miope e non ha futuro.

La sicurezza si fa illuminando le strade con luci e persone, con attività ed eventi; si fa prendendosi cura dei parchi e dei marciapiedi, creando strade che non siano pericolose per i bambini, attraversamenti pedonali affidabili, zone a velocità ridotta; si fa con la manutenzione dei giardini e dei giochi per i bambini; si fa sostenendo le attività commerciali che vogliono aprire. Si fa anche affrontando i problemi, aiutando chi è in difficoltà: una telecamera non risolve i problemi, li sposta soltanto. Li sposta mettendoli più in ombra.

Come Centro Culturale Fonti San Lorenzo da anni stiamo lavorando alla trasformazione del quartiere di Fonti San Lorenzo in un “quartiere educante” a misura di persona, a misura di bambini e bambine, di ragazzi e ragazze. Un quartiere dove i nonni giocano a bocce, le famiglie si prendono cura dei parchi, i bambini vanno in giro da soli. Molto è ancora da fare, ma già per questo motivo tante famiglie scelgono di venire a vivere nel quartiere; per questo motivo centinaia di persone ogni giorno ne riempiono gli spazi; per questo in tutta la Regione ammirano un quartiere e una realtà speciale. Perché affronta i problemi e li risolve, non li sposta.

Già cinque anni orsono era stata avanzata la proposta di installare le telecamere a Fonti San Lorenzo.

Con il dialogo tra autorità, abitanti, volontari e frequentatori degli spazi, la stessa proposta è stata archiviata perché si è capito che sicurezza è sinonimo di vita sociale e cura dei beni comuni. Cosa è cambiato oggi? Nulla. Nessun atto vandalico, nessun atto di delinquenza. Nulla di nulla.

Per tutte queste ragioni crediamo che decisioni di questo tipo debbano essere prese collettivamente, attraverso il dialogo, coinvolgendo tanto chi quegli spazi li frequenta, tanto chi li cura. Ci sembra una scelta miope, che denota se non altro una disattenzione verso quanto sta avvenendo in un quartiere che è un esempio regionale di partecipazione, sperimentazione educativa, connessione sociale tra istituzioni. Disattenzione che si scontra con quanto invece l'amministrazione comunale fa da anni e continua a fare per sostenere e dare forza a quella stessa esperienza di socialità, mutualismo, comunità educante.