I costi di un centro estivo: restituiamo trasparenza, chiediamo sostegno per le famiglie

Crediamo nella comunità educante e nell’idea che tutte le persone che ruotano attorno al Centro Culturale Fonti San Lorenzo (educatori e famiglie, ragazzi e nonni, bambini e volontari) siano parte di un unico grande progetto di crescita collettiva. Per questo, abbiamo condiviso sempre le idee, le difficoltà, i problemi. Abbiamo chiesto aiuto con una raccolta fondi per aprire; abbiamo allargato il nostro staff del centro estivo con i volontari e genitori; abbiamo coinvolto i giovani nella riapertura pomeridiana. Ma comunità educante significa anche trasparenza e voglia di condividere persino la burocrazia, i costi e le sfide economiche che abbiamo davanti.
Ancora di più, questo dobbiamo farlo in un momento eccezionale come quello post Covid: le nuove norme impongono infatti un aumento enorme del personale e delle misure di igienizzazione, che hanno alzato tantissimo i costi per le famiglie. Ce ne rendiamo conto. Ne siamo consapevoli, e per questo per quanto possibile stiamo aiutando le famiglie a reperire risorse.

Un paio di premesse fondamentali:

  1. Il Centro Culturale NON RICEVE alcun sostegno economico dal Comune di Recanati per i Centri Estivi;
  2. Gli unici contributi pubblici che ad oggi possono arrivare ALLE FAMIGLIE per i centri estivi sono i bonus centri estivi, erogati dall’INPS a pagamento effettuato;

Come Centro Culturale Fonti San Lorenzo chiediamo a gran voce un immediato intervento pubblico (nazionale e comunale) per sostenere tutte le famiglie che non rientrano nel “bonus centro estivo” , perché siamo consapevoli che le nuove normative nazionali (che impongono un operatore retribuito ogni 5/7 bambini e protocolli precisi di igienizzazione e sanificazione) hanno determinato dei costi che sono insostenibili per molti. Più passa il tempo, e più stiamo escludendo una parte della popolazione dall’accesso a un servizio che dovrebbe essere per tutti. Tutti i bambini hanno diritto alla crescita, alla strada, all’aria aperta, all’esperienza con i pari, alla sperimentazione: e vediamo ogni settimana che i costi del centro estivo sono un impedimento reale alla partecipazione di tanti.

Quello che intanto possiamo fare, è condividere con voi le spese che la nostra associazione deve sostenere per organizzare il centro estivo nel rispetto dei diritti di chi lavora, pagando un compenso equo con regolare contratto.

Prendiamo una settimana con 35 bambini e bambine (come la nostra prima settimana, per esempio).

Siamo strutturati cosi:
1 coordinatore pedagogico
2 educatrici + 4 operatrici = ognuna lavora con un gruppo di bambin@ (le nostre “tribù”)
Considerando 5,5 ore al giorno ciascuno (dalle 8.00 alle 13.30, escludendo quindi la formazione che si carica l’associazione).

Costi del personale: 2672 euro alla settimana

Costi dei materiali: 3 euro alla settimana a bambino

 Costi di merenda: 2 euro alla settimana a bambino
5 euro x 35 bambini = 175 euro

Sanificazione + acquisto di prodotti igienizzanti + dispositivi di protezione = 4000 euro per tutto il periodo (9 settimane), che significa 450 euro alla settimana

Costi amministrativi e assicurativi ulteriori (che integrano quanto già in essere con l’attività del Centro di Aggregazione Giovanile)= 2000 euro complessivi, che divisi nelle 9 settimane di centro estivo fanno 225 euro circa.

Costi settimanali sono dunque i seguenti:

Personale: 2672 euro
 Materiali: 175 euro
Sanificazione e igienizzazione: 450 euro
Costi amministrativi e assicurativi: 225 euro

TOTALE: 3522 euro
Investimento per il singolo bambino: 101 euro alla settimana

Grazie però alla nostra campagna “Con te, riapriamo!”, abbiamo raccolto fondi che ci permettono di acquistare i materiali di sanificazione e igienizzazione per l’estate. Sottraendo quindi i 450 euro al costo settimanale complessivo, il costo-vivo per ogni bambino in una settimana di centro estivo è di: 87 euro alla settimana. Si spiega così la nostra richiesta di contributo settimanale di 90 euro, che scende a 85 per chi fa almeno 4 settimane e a 80 per chi ne fa 8. Insomma, scegliere di fare i centri estivi è un investimento sociale, ma non è certo un grande affare economico.

Ne vale la pena, immensamente, perché siamo consapevoli che il compito oggi più che mai è far tornare alla vita chi ne ha un enorme bisogno.