Miskitu del Nicaragua: una mostra fotografica per raccolta fondi

Miskitu-nara- sa [Qui vivono i Miskitu] è un progetto promosso da Tiniska Italia Onlus con l’obiettivo di dare vita alla Casa Museo Tininiska. Oltre ad una racconta fondi online, il progetto è sostenuto da una mostra fotografica personale di Giulia Trobbiani e da letture di racconti e poesie indigene.

Il prossimo 4 maggio dalle ore 17,30, con la presenza dell’autrice, il viaggio tra questa popolazione indigena del Nicaragua è al Centro Fonti San Lorenzo.

Di seguito la presentazione del progetto.

“Miskitu-nara- sa!”, scandisce negli ultimi passaggi di una famoso pezzo locale il cantante che, con tipica voce nasale, porta in sé quella dei ballerini, del pubblico, di chi si sente addosso l’appartenenza ad un popolo antico e vitale.

I Miskitu sono la più grande popolazione indigena del Nicaragua, che risiede, in grande maggioranza, nella Región Autonoma Atlantico Norte. Terra multietnica, punto caldo della biodiversità, in cui l’essere umano si disperde e coincide con le distese di boschi di pini, con la più grande foresta pluviale a nord dell’Amazzonia (Riserva della Biosfera di Bosawas), con il Mar Caribe ed il Wangki Awala (Río Coco). Gli occhi neri e liquidi dei Miskitu scinitillano nel sole tropicale e raccontano leggende tramandate da una tradizione orale lunga almeno 6.000 anni, fuochi comunitari nelle notti stellate, mani di donna che modellano i volti dei propri figli, poesie medicinali dei curanderos e zuppe di cocco, granchio e aragasta.

Non la colonizzazione, non la depredazione né l’evangelizzazione hanno potuto sottrarre lo scintitllio a quegli occhi. I Miskitu, infatti, parlano una lingua ancora salva alla fagocitazione globale, confidano nella terra e dalla terra attingono risorse e pratiche d’origine ancestrale. Ancora, ma fino a quando? Nonostante la forza di antichi legami le minoranze indigene del Nicaragua proseguono una lotta fisica, sociale e culturale arrivata ad una fase di trasformazione decisiva che li porterà sempre più vicino ad un abbandono identitario generazionale o all’acquisizione di una coscienza culturale che sia veicolo di una rivendicazione più ampia nei confronti del governo centrale e delle imprese globali.

‘Miskitu nara sa’ è, dunque, un reportage d’affermazione umana e identitaria, affermazione di bellezza e di molteplice espressione di abitare il mondo. Ma è anche un reportage di adesione al riscatto sociale della popolazione indigena, la cui dimensione vitale, nonostante lo Statuto Autonomo del 1987, continua ad essere silenziosamente relegata – a livello nazionale e internazionale – alla emarginazione, all’espropiazione e all’oblio culturale. E proprio dalla cultura bisogna ripartire, ripercorrere la memoria a ritroso, e poi di nuovo fino al presente per creare una coscienza comune, rinnovata e autentica. La mostra fotografica, infatti, è parte di un progetto 1 più ampio, finalizzato alla raccolta fondi per la completa ristrutturazione di un Centro Culturale (Casa Museo Tininiska) che possa essere punto di riferimento per un appassionato
percorso di riscoperta, creazione e impulso economico.

Le foto sono state scattate fra gennaio e agosto 2017 nella Región Autonoma Atlantico Norte, precisamente nella città capoluogo Bilwi (Puerto Cabezas) e in alcune comunità situate fra Bilwi e le rive del Rio Wangki (Krukira, Ahuyaphini, Wasla.