Un progetto per costruire il quartiere educante

Si chiama Intrecci Educativi, e oltre a essere un innovativo progetto in ambito educativo, può rappresentare per Recanati un’opportunità inedita di sperimentare nuove forme del vivere insieme, del sostegno ai giovani e della promozione di relazioni significative per tutte e tutti noi.

Il progetto è finanziato dall’Impresa Sociale “Con i Bambini” e vede come titolare NuovaRicercaAgenziaRES, vincitrice (con una rete di 42 partner su tutto il territorio regionale, in 10 città diverse) di un bando nato per combattere la povertà educativa.

In cosa consiste il progetto?

Il progetto ambisce a creare in ogni territorio una connessione tra le agenzie educative (Istituti Comprensivi, Comuni, Enti del Terzo Settore) che permetta la costituzione di una comunità educante, cioè di una rete che vede nel protagonismo delle persone (in primis dei bambini e dei ragazzi) la possibilità di creare rapporti significativi e sviluppo delle competenze. Il progetto, tramite una serie di interventi laboratoriali sia per ragazzi che per adulti, mira a favorire nell’arco di 24 mesi questa rete, potenziando le competenze di vita trasversali.

Come lo realizzeremo a Recanati?

Nella nostra città il Centro Culturale Fonti San Lorenzo è l’organizzazione di riferimento, regista sociale ed educativo del progetto, cui si affiancano il Comune di Recanati e la scuola Patrizi (come Istituto Comprensivo Gigli). Nello specifico, andremo a co-costruire assieme ai ragazzi della scuola un Hub Scolastico, una terra di confine, uno spazio da gestire tutti insieme e da utilizzare durante e dopo l’orario scolastico, da riempire con i contenuti del progetto (i laboratori) ma anche con tutto quello che ragazzi, ma anche adulti (docenti, genitori, educatori), riterranno necessario e utile. Noi stiamo cercando di valorizzare il protagonismo dei più piccoli, che abbiamo aggregato fin dalla fase di liberazione dei locali (l’Aula Magna della Patrizi e l’auletta che ne sta dietro) e che puntiamo a coinvolgere numerosi fin dal primo laboratorio di design e costruzione che permetterà di trasformare i locali, ripitturarli e arredarli con materiale da riciclo. Nel 2020 si andranno quindi a inserire dentro lo spazio attività e progetti, che potranno rispondere alle esigenze dei ragazzi ma anche favorire la possibilità di creare, ideare, pensare attività in libertà e in condivisione.

Ricostruire relazioni e riporre fiducia, queste sono le prime necessità per chi voglia restituire ricchezza e contenuti nella vita dei giovani di oggi. Il Centro Culturale vede questo progetto all’interno della più ambiziosa trasformazione del quartiere in una comunità educante, a misura di bambini e ragazzi, in cui gli spazi di socialità si moltiplicano, la mobilità alternativa sia favorita e sia autonoma anche per i piccoli e piccolissimi, rigettando la logica del controllo e della paura che sembra sempre più impossessarsi dei nostri territori. Un quartiere educante, in cui immaginare gelatai che conoscono i bambini per nome, scuole aperte anche di pomeriggio, doposcuola popolari che possono essere tenuti dai ragazzi per i bambini, e poi strade aperte e percorsi da scoprire, terreni su cui correre e parchi da riempire di rotolamenti, incontri, chiacchiere, cultura, passione. Lo stiamo già facendo, ma questo progetto può darci un’altra spinta per buttare giù i muri che esistono e aprire nuovi luoghi-opportunità per tutti.